Notte Shiatsu: il rito dello yin

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Come di consueto vi invitiamo a partecipare alla Notte Shiatsu organizzata dalla Scuola di shiatsu Ken Ko Ho in occasione del solstizio invernale. Quest'arricchente esperienza - che si terrà nel dojo il giorno 18 dicembre 2009 - lascerà una traccia indelebile nel vostro modo di sentire e praticare lo shiatsu. Guidati dai rintocchi di una campana praticheremo e riceveremo shiatsu per cicli di breve durata (30'). Ogni due ore una pausa. Il tutto circondati dalle luci delle candele che ognuno di noi porterà. Al mattino concluderemo il percorso con una piacevole colazione insieme.
è indispensabile prenotarsi, quindi contattaci allo 388 6510051

Questo il racconto dell’esperienza di un praticante…



Sfumata solo dalla tenue luce delle candele che scalda appena il cuore, l'oscurità della notte mi abbraccia nel suo manto di mistero e di incertezza. Mi sento così vicino a questa tenebra che ha subito riconosciuto in me una vibrazione simile alla sua che ha soffiato il suo grido silenzioso nel mio cuore, dove ora risuona all'infinito. Comincia così il rito, a me ben noto, dello Yin che, mostrandosi immobile, fermo e freddo, nasconde un implacabile moto interiore che rappresenta il vuoto, senza spazio e senza tempo, delle possibilità che ancora non hanno avuto manifestazione e, forse, mai l'avranno.
Sento la forza di questo rito vibrare nei reni, i custodi della potenzialità e dello Zhi, la volontà di rendere concreto ciò che ancora non si è espresso nella forma. Il solstizio d'inverno aggiunge la sua energia a sancire la sacralità di questo momento che è la celebrazione dell'essenza dello Yin. E insieme vibra la musica, scelta ad arte da Gaetano, che avvolgendosi su se stessa, si proietta nelle profondità dell'addome, laddove giacciono le emozioni più nascoste. Solo un lampo, un bagliore, ma si illumina per un istante il mio lato oscuro. Al di là della paura c'è una possibilità. Ma per raggiungerla devi attraversare il buio dei tuoi timori. Intontito e, ad un tempo, inebriato dalla cospirazione della sonnolenza, dell'oscurità e della musica, compio i gesti noti della pratica shiatsu e, col passare del tempo, i gesti meno noti della pratica del contatto, in una sorta di ovattata incoscienza dove so che sto agendo ma non so esattamente cosa sto agendo.
E come se la mente tendesse a spegnere il suo aspetto più razionale e ad accendere il suo aspetto più intuitivo, non è disposta a fornire spiegazioni ma solo ad indicare la direzione, lo spazio-tempo del prossimo contatto. Anche Uke tende a sfumare, sparisce come a me sembra di sparire. E come se stessi trattando me stesso, ma senza esserci! Mi rilasso, mi lascio andare, mi concedo, quasi... mi addormento. Ma quando questo vortice nero sembra avermi ammantato fino a farmi perdere coscienza, tempestivo risuona il tocco di Pietro sulla campana. Ritorno. Ci si prepara al cambio. Riprendo coscienza, non del tutto, quel tanto che basta per assaporare questo rito senza che il mio vissuto si perda nell'oblio del sonno e dei sogni. Ogni tanto una pausa. Una tisana, un caffè, un dolce, lo zenzero candito (favoloso!), il sorriso di un amico, una mano sulla spalla, ritemprano il corpo-mente-spirito e riscaldano il cuore. Il ritmo di questa notte è in realtà un coro di voci che, in perfetta armonia, si fondono nel tempo unitario dello Yin.
I rintocchi del mio Maestro sulla campana, le pause ogni due ore, il battito del cuore, il flusso del liquido cerebrospinale del mio Uke che pulsa nelle mie mani, lo scambio di sguardi con il partner al momento del cambio, le variazioni di respiro. E' un ritmo talmente lento e variabile da far volare la notte in un istante! Eppure il tempo sembrava cose espanso in ogni momento... E lo era. Ci raccogliamo in un cerchio che consacra la Luna. Le fiamme delle candele scintillano al centro e ci nutrono con la loro luce e il loro calore. Siamo tutti silenziosi e raccolti nel profondo. Pietro ci invita ad offrire qualche parola sulla nostra esperienza. Ma le parole sembrano superflue a tutti e, a stento, qualcuno rompe il silenzio. Faccio fatica a riportarmi su questo livello di comunicazione.
Ma la notte è finita. Fuori albeggia e gli uccellini cinguettano. Mi rendo conto dell'importanza di lasciare andare la notte e di accogliere il nuovo giorno. Il rito dello Yin si è compiuto, adesso è il momento dello Yang. Se non si accetta l'alternanza, non si accoglie il movimento. Se non c'è movimento non c'è vita. Dico qualcosa anch'io, comincio a lasciare andare la notte. Ma il mio corpo ricorda ancora. E ricorderò anche quando io avrò dimenticato.

Dina Carprara