Kobudo: vita e arte

Il Kobudo è un insieme di discipline atte a purificare, sviluppare e fortificare il corpo, la mente e lo spirito. Per questo può essere integrato in un discorso di ricerca personale e miglioramento della propria qualità della vita. Purifica perché...
Il Kobudo è un insieme di discipline atte a purificare, sviluppare e fortificare il corpo, la mente e lo spirito. Per questo può essere integrato in un discorso di ricerca personale e miglioramento della propria qualità della vita. Purifica perché, attraverso movimenti essenziali, cioè puri e semplici, codificati in secoli di esperienza, raggiunge l'Io piu profondo a scapito dell'Ego materialista e superficiale; smantella i costrutti dell'istinto acquisito per ritrovare l'istinto primigenio corrotto dalle esperienze negative.

È stato scritto: "Il Bushi [letteralmente: persona della guerra] deve possedere una grande ambizione" per cercare di migliorarsi, ma senza focalizzare i propri sforzi in uno scopo preciso. Non deve cioè pensare a voler migliorarsi, ma sentire il desiderio di migliorarsi. Un Bushi direbbe: "È con la volontr che pieghi la realtà, ma in nessun caso dovrà essere la realtà a piegare la Tua volontà". L'ambizione e quindi la volontà di perseguire la Via sono il punto fermo intorno a cui tutto si muove. È come la fede, non ha scopi utilitaristici. La fede non la si ricerca per ottenere qualcosa, ma è un qualcosa che senti perché se cerchi di possederla non la possiedi affatto. Per un Monaco è la fede, per un Bushi è "l'ideale", la causa a cui la sua nobiltà d'animo è votata, e sono gli "altri": il proprio Signore, l'amico, colui che necessita aiuto e persino il suo nemico (l'antico termine "Samurai", sinonimo di "Bushi", deriva dal verbo "servire").

Il Bushi non teme di andare contro se stesso, sa che si possono anche tradire i propri punti fermi, le proprie realtà, purché si faccia ritorno ad un principio, all'ideale. Ma l'ideale, se non lo si mette alla prova, se non lo si sperimenta, diviene sterile. La forza di andare avanti, per un Bushi, non è sopportazione ma consapevolezza di giustizia e ricerca della veritr. Egli è disposto a sacrificare tutto in vista di un bene piu grande. Egli sa che, alle volte, per superare le fiamme dell'Inferno occorre affrontarle piu in profondità; ma non eccede perché conosce i propri limiti, è allenato in questo. Cosa dona al Bushi questo senso di giustizia, verità e consapevolezza nelle proprie forze?

L'allenamento dei Kata antichi. Non si ha un "credo" solo per paura, paura di solitudine; la solitudine suprema è la morte. Allora non si accoglie, non si è disposti verso l'altro, il proprio Ego non cede, si resta nella propria rigidità, nella propria forza apparente. Se si è disposti ad accogliere senza aspettarsi nulla, ad esserci senza giudicare a priori, allora il movimento sarà corretto; questo insegna il Kata del Ju Jutsu del Hontai Yoshin Ryu. Nel Dojo (luogo di allenamento) si compie una piccola esperienza, ma questa è come un sassolino lanciato nello stagno, le cui onde arrivano fino a lambire appena le sponde e così fino a quando non si avverte il cambiamento che provoca.

Non andare nel Dojo significa togliersi una possibilità e toglierla ad altri, occorre essere consapevoli di questo ed assumersi questa responsabilità. Chi si allena conosce perché sente direttamente, sente il puro perché allena l'ideale, allena l'ideale perché allena i Kata antichi. Apprende la forza e diventa ambizioso, l'ambizione è forza ma diviene vera solo quando si è umili, e si diventa umili perché si serve gli altri. Provare l'ideale perfetto e cercare di allinearlo alla realtà; solo così si trova "il vero".